giovedì 21 giugno 2012

STILL LIFE PASSION...


Ho saltato qualche appuntamento ma sono pronta prontissima per parlarvi di una tendenza del momento a cui io mi sono appassionata ovvero: lo STILL LIFE.
Con questo termine si indica in genere lo stile dell "natura morta" ovvero la raffigurazione di oggetti inanimati. Nel campo della fotografia il termine è usato per descrivere la tecnica fotografica di qualsiasi oggetto inanimato.
In questo genere di fotografia ci sono poche variabili in quanto il soggetto è quello e sta fermo e le regolazioni sono quasi le stesse.
Lo scopo della fotografia still life è di mettere in risalto gli attributi più impoortanti dell'oggetto. Ciò che fa la differenza è l'illuminazione.
Nella fotografia Still-life la luce deve essere diffusa per non creare ombre troppo evidenti e riflessi. Se per fotografare un oggetto si utilizza il flash incorporato il risultato sarà pessimo sotto ambedue questi punti di vista. Lo stesso avviene riprendendo un oggetto alla luce del sole. 
Occorrerebbe attendere che il cielo sia uniformemente nuvoloso in quanto le nuvole funzionano da diffusore della luce solare.
Ma non sempre si può attendere che le condizioni di luce esterne siano perfette. Per fotografare in interno vengono utilizzate delle apposite attrezzature per la diffusione della luce.
In studio vengono utilizzati dei riflettori con ombrello riflettente, luci con soft-box o illuminatori particolari.
A livello amatoriale o nel "fai da te" industriale (per chi ha necessità di fotografare i propri prodotti per inserire le immagini su un sito internet,  realizzare un catalogo o altro materiale pubblicitario) vengono invece impiegate delle attrezzature più economiche e cioè dei mini studi fotografici compatti, in genere a forma di cubo, con un tessuto diffusore su tutti i lati, un fondale intercambiabile all'interno e una o due luci all'esterno. 
La luce delle lampade (lampade fotografiche a luce corretta) viene diffusa dal tessuto speciale, rimbalza all'interno su tutti i lati e viene riflessa,illuminando così il soggetto in modo ottimale e permettendo di ottenere dei buoni risultati.

Al di la della tecnica io sono venuta a conoscente di questa "corrente" qualche anno fa, mentre cercavo un'ispirazione originale per creare uno spazio taste lab per un esame all'università. Ho visto alcune opere di una fotografa francese Amelie Lombard (di cui metterò alcune foto)a Parigi durante un viaggio e poi girovagando in rete si trovano cose molte carine. A fare da padrone nelle foto che vi posterò è sicuramente il colore!!
Riprodurre queste opere in casa è ovviamente impossibile ma potete sempre provarci !!


AMELIE LOMBARD







DAVID SLIVINSKI



THOMAS NECKERMANN







IKEA



















MARIUS WOLFRAM











C.

venerdì 8 giugno 2012

AMERICAN HOUSE - part one


Ho deciso di dedicare un articolo del blog all architettura americana, suddividendo l articolo in diversi parti: gli esterni,
la zona cucina, la stanza da bagno, il soggiorno e le camere.
Visto che andremo a trattare in questa prima parte GLI ESTERNI volevo darvi qualche piccola nozione di architettura .
La tradizione americana nella costruzione di case prevede due elementi importanti:
- la tecnica del "baloon frame" ovvero il tradizionale metodo di costruzione attraverso uno scheletro di legno ,
chè è la struttura portante a cui vengono poi "attaccate" le pareti della casa stessa,
- la "bowindow" ovvero la classica finestra che si protrae verso l esterno dove all interno viene create ,
nella maggior parte dei casi, una panca. Nei film è un elemento che si ritrova spesso, chissa come mai in qualche scena
trista l'attrice protagonista sorseggia una tazzone di the caldo seduta su questa panche e gurada fuori, che piove!
Scherzi a parte, l'ironia può aiutare a capire molte cose, la prossima volta che guardate un film fateci caso.
Immancabile è ovviamente il classico porticato che gli americani sono soliti arredare con divani . pouf e tavolini quasi come un
salotto estivo.




































C.

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