venerdì 14 dicembre 2012

PAOLA NAVONE - APPARTAMENTO A PARIGI

 L'ho visto e me ne sono innamorata... sicuramente perchè non solo è un suo progetto ma è casa sua. Nel cuore di Parigi Pola Navone ha creato questa casa che sembra più un museo di suo opere e idee, parla di lei, della sua carriera. Esprime quali sono i concetti del suo stile materiali poveri, il colore presente nei piccoli particolari. Una tra le più brave, a mio parere, interior designer di oggi. Spero che anche voi sappiate apprezzarla come ho fatto io...

Nel 1973 si laurea in architettura al Politecnico di Torino. Tra gli anni ’70 e ’80 opera – accanto ad Alessandro Mendini, Ettore Sottsass Jr., Andrea Branzi – nel gruppo Alchimia, l’ala più avanzata della scena italiana del design, sviluppando una posizione d’avanguardia altamente stimolante e produttiva, che le vale, nel 1983, il prestigioso International Design Award di Osaka, assegnato in quell’anno per la prima volta.
Torinese d’origine e milanese d’adozione, è, prima di tutto, cittadina del mondo: animata da una vivace curiosità per le culture più diverse – soprattutto orientali – si trova spesso in viaggio, assecondando una naturale disposizione all’attraversamento dei confini, non solo geografici; la sua lunga e complessa carriera la vede infatti muoversi con felice disinvoltura tra i ruoli di architetto, designer, art director, arredatrice, saggista, insegnante, curatrice di esposizioni ed eventi, sia in proprio che per una committenza selezionata: Abet Laminati, Armani Casa, Knoll International, Alessi, Piazza Sempione, Mondo, Driade, Orizzonti, Arcade, Oltrefrontiera, Casamilano, Antonangeli, Dada, Molteni, Natuzzi, Roche Bobois, Swarovski, sono solo alcuni dei possibili esempi. Per Gervasoni cura dal 1998 la direzione artistica dell’azienda, oltre ad occuparsi in prima persona del disegno di gran parte delle collezioni.





IL VIDEO DELLA SUA INTERVISTA PER UN GIORNALE PARIGINO

















C.


mercoledì 12 dicembre 2012

ENGLISH TEA

Eccoci qui per la puntata speed del mercoledi...
Gli inglesi ne hanno fatto un rito pomeridiano da sempre, un motivo ci sarà! Oggi vi propongo un tea dove non è proprio la sostanza che conta quanto il contenitore, si perchè parliamo di packaging . Tema fondamentale negli ultimi anni dove spesso il contenitore supera di gran lunga la qualità del contenuto. Giusto o sbagliato? Non sta a me giudicare ma credo rientri in quel concetto di Emotional Design di cui ho letto da poco. Quel che è certo è che vorrei servire anche io questo prodotto alle amiche!!


THE TEAPEE TEA PACKAGING by Sophie Pepin








C.

lunedì 10 dicembre 2012

RISTORANTE A LONDRA 2


Rieccoci …. Voliamo a Londra ancora una volta, oggi un ristorante molto diverso da quelli visti fin ora. Il recupero di un vecchio ristorante cinese trasformato in una sorta di mensa tailandese.  I materiali che ritroviamo al suo interno sono molto semplice e basic, muri a vista , elementi in cemento come ad esempio il banco centrale, il pavimento è d’epoca e sono stati aggiunti elementi e scaffali molto colorati che danno un tocco giocoso all’ambiente. Ci sono ben due insegne, una luminosa all’interno e un’altra in stile graffito. Tutto questo è stato progettato per creare nuove esperienze a tavola.


















C.

venerdì 7 dicembre 2012

DESIGNBUSS


Non c’è confine alla creatività, questo è poco ma sicuro. Forse è proprio questo che ha spinto un giovane svedese Erik’s  Olovsson  ad andare contro  tutte quelle che sono le convenzioni del business moderno. Ha allestito ad hoc uno “studio mobile” con tanto di tipografia, studio fotografico, spazio riunioni e biblioteca dove Erik incontra le aziende che vogliono collaborare con lui. Lui che è graphic designer gira la Svezia e ad ogni “fermata” trova sempre commissioni e lavori da svolgere nel campo della pubblicità. Per sapere le sue prossime fermare è facile basta andare sul suo sito www.erikdesignbuss.es  .





La giornata tipo di Eriks Olovsson














C.

mercoledì 5 dicembre 2012

CANDELABRI

Aspettando l'articolo di venerdì spezziamo la settimana con un oggetto che veniva usato molto nel passato, meno adesso, ma in questa chiave più moderna io lo trovo stupendo! E' opera del designer olandese Frederik Roijé , che ha creato dei candelabri con dei tubi di acciaio verniciato che "sbucano" dal muro.












C.

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